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[PER USCIRE DALLE GABBIE 

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CONSULENZA E PRATICHE FILOSOFICHE

 

percorso ali
 autostima liberta' indipendenza

"Liberarsi dalle gabbie per dare le ali ai figli"

CHE COSA PUO' FARE PER TE IL MIO PERCORSO TRASFORMATIVO 

GABBIE EDUCATIVE

Come genitori – ma anche come insegnanti, educatori, allenatori e istruttori di settori giovanili –, capita spesso di utilizzare modalità educative poco efficaci con i propri figli, o studenti e allievi che siano.

Modalità che di fatto sono vere e proprie “gabbie educative” in quanto bloccano i genitori – e gli adulti in generale – in comportamenti e scelte educative inefficaci che inconsapevolmente finiscono per “intrappolare” figli, studenti, allievi in dinamiche conflittuali, oppositive, disfunzionali e che, anziché aiutarli a spiccare il volo, li rendono fragili e insicuri.


Si utilizzano tali “gabbie educative” animati delle migliori intenzioni, convinti di agire per il bene dei propri figli, ma invece finiscono per avere un impatto negativo sulla relazione, sui comportamenti e sullo sviluppo delle potenzialità di figli, studenti o allievi.


Il punto è che se vogliamo che i nostri figli possano spiccare il volo verso la loro vita, dobbiamo essere noi i primi a saper volare.

Perché se da un lato guarderanno a noi per poter imparare a volare, dall’altro svilupperanno i loro talenti in base all’ampiezza dell’orizzonte che concediamo loro di esplorare.

E nessuno può sviluppare ali forti e robuste se costretto a volare dentro l’orizzonte di una gabbia.


Per cui, se vuoi crescere un figlio capace di spiccare il volo verso la vita, tu per primo devi essere libero dalle “tue gabbie”.


USCIRE DALLE GABBIE: IL PERCORSO ALI

Nel corso di vent’anni trascorsi nell’ambito dell’educazione, dell’insegnamento, della formazione, della consulenza filosofica e della genitorialità ho realizzato un percorso individuale personalizzato di 12 settimane, il PERCORSO ALI – AUTOSTIMA LIBERTÀ INDIPENDENZA che unisce il meglio di quanto ho studiato e approfondito in trent’anni (e tutt'ora studio) all’esperienza maturata sul campo nei contesti più diversi e problematici in cui ho lavorato e lavoro.


È il frutto di innumerevoli prove ed errori, di successi e insuccessi, di conferme e ripensamenti. Di momenti di crisi e di crescita tanto professionale quanto personale.

È il distillato di altri miei percorsi trasformativi di successo – su tutti il PERCORSO CRISALIDE – per consentire senza inutili perdite di tempo di uscire dalle gabbie che tengono imprigionati gli adulti nel loro compito di educare, insegnare, far crescere.


Non è un percorso psicologico, né terapeutico.

È un percorso di riflessione e di strategia. Lavora sulle “gabbie mentali”, sul modo in cui si comunica, in cui si entra in relazione, per aiutare chi sente di non riuscire a gestire come vorrebbe la genitorialità e la relazione educativa a sbloccarsi e a vivere in maniera serena e autorevole il rapporto genitoriale ed educativo.


Con due obiettivi bene in mente:

  1. sentirsi un genitore, un insegnante, un educatore pienamente competente e soddisfatto;
  2. far sì che i propri figli, alunni o allievi possano crescere sicuri, autonomi, liberi e indipendenti.


3 PASSI

Tre sono i passaggi fondamentali da compiere per ottenere questi risultati:


1. (Ri)conoscere quali sono le “gabbie educative” che si utilizzano nella propria relazione genitoriale o educativa. Ovvero diventare consapevoli delle modalità educative disfunzionali che bloccano, delle “tentate soluzioni” che si mettono in campo, che risultano inefficaci e soprattutto inibiscono libertà, autonomia, autostima e indipendenza nei figli e negli allievi.


Questo poiché le gabbie educative hanno diverse caratteristiche. Spesso sono le stesse modalità educative con cui si è stati cresciuti, perché – avendo ottenuto un buon risultato su di sé – si ritiene siano necessariamente efficaci anche con i propri figli ed alunni, dimenticando tuttavia che non solo ogni persona è diversa ma che è anche profondamente cambiato il momento storico in cui viviamo.


Altre sono la reazione (tecnicamente una controdipendenza) agli stili educativi con cui si è stati cresciuti. Ritenendoli sbagliati, dolorosi, frustranti, manchevoli vengono rinnegati in toto e si utilizza uno stile esattamente opposto spesso in maniera completamente acritica, pensando che l’esatto contrario di un male sia necessariamente un bene.

Altre modalità sono il frutto di un adattamento delle due – dipendenza e controdipendenza educativa –, altre ancora sono il tentativo di documentarsi, di confrontarsi – in poche parole – di arrangiarsi, seguendo il consiglio di amici, conoscenti, esperti.

Ciò che manca tuttavia – generalmente in quest’ultimo approccio, soprattutto laddove è poco efficace – è il riflettere sulle cornici personali e culturali che sostengono i propri modelli educativi. In altre parole non è sufficiente cambiare abito per dimagrire.


2. Essere accompagnati a individuare e a sperimentare modalità diverse, altre, rispetto a quelle utilizzate. Perché per poter modificare alcuni comportamenti è necessario poter avere uno spazio di pensiero, di riflessione e di confronto con chi ha sperimentato nel corso di numerosi contesti e occasioni modalità efficaci.


In vent’anni di lavoro nel campo dell’educazione, dell’insegnamento e della formazione ho avuto modo di imbattermi in tantissime situazioni complicate e problematiche e di conseguenza di dover sperimentare in innumerevoli occasioni le più diverse modalità, a partire dalla mia esperienza – durata dieci anni – come insegnante alle scuole medie, di insegnante privato, di educatore, passando per quella ventennale di consulente filosofico e formatore che tiene laboratori di pratiche filosofiche e di prevenzione del rischio dalle scuole primarie alle scuole superiori, e infine di papà di Ezechiele, un meraviglioso bimbo di 7 anni.


3. Acquisire autonomia educativa per il futuro, in modo che chi conclude il mio percorso sappia utilizzare autonomamente con efficacia e soddisfazione tale approccio genitoriale ed educativo anche in futuro. In altri momenti della tua vita personale o professionale.


Perché se dai un pesce a una persona la sfami per un giorno. Se le insegni a pescare la sfami per tutta la vita.


Nel mio percorso acquisirai gli strumenti e le modalità comunicative ed educative più efficaci per gestire la relazione con tuo figlio o i tuoi studenti e allievi, per stabilire e far rispettare le regole, gestire i conflitti educativi, i capricci, le richieste, per infondere sicurezza, autonomia, autostima, fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, motivare, aiutare ad affrontare e a superare le difficoltà.


FUNZIONA?

Perché sono così sicuro che funziona?

Perché questo ho dovuto affrontare nei miei anni come insegnate, come educatore, come formatore, come genitore.

E questo, mi sono accorto è ciò che serve per consentire a se stessi e ai propri figli di volare.

Perché l’ho sperimentato in vent’anni di lavoro nel mondo della scuola, dell’educazione, della formazione, della genitorialità.



IL CASO DI V.

Come con una mia cliente di un paio di anni addietro che si era rivolta a me, perché aveva un serio problema – così mi disse – con suo figlio V., un meraviglioso bimbo di 9 anni. Lo descriveva come manesco, disubbidente, come uno che non stava mai fermo, ribelle, rispondeva male, faceva capricci, litigava con la sorellina e con gli amici, rompeva i giochi. A scuola le maestre non sapevano più come fare per contenerlo.

Per cui la mamma, nell’arco dei due anni precedenti lo aveva sottoposto a tutti test possibili e immaginabili – dalla dislessia e ai disturbi dell’attenzione –, senza che gli venisse diagnosticato nessun problema o disturbo.

Non ne poteva più e non sapeva più come fare.


Alla fine del percorso che abbiamo fatto insieme, la mamma era entusiasta di suo figlio, ne riconosceva la creatività, l’autonomia, l’indipendenza, la maturità.


Cosa era accaduto?

Nel giro di poche settimane era passata da una comunicazione che definisco di tipo “repressivo-monodirezionale”, fatta di richiami, urla, rimproveri, obblighi, comandi, punizioni, domande retoriche, decisioni, a una comunicazione di tipo “liberante-bidirezionale”, fatta di ascolto, di rinforzi, riconoscimenti, possibilità, responsabilità, domande aperte, coinvolgimento.

Già nell’arco del primo mese aveva cominciato a vedere i primi risultati. Il bambino era diventato più sereno, più calmo, meno aggressivo con la sorellina, i compagni di scuola, collaborativo e ubbidiente in casa.

Le maestre che si lamentavano del suo comportamento fin troppo vivace al limite del maleducato, si dicevano soprese del repentino cambiamento di V.: in classe era diventato più tranquillo, non rispondeva male, non si alzava più dal posto, non litigava con i compagni. Era diventato sorridente.


Una sera il bambino dopo aver collaborato a sparecchiare la tavola si era avvicinato alla mamma, l’aveva abbracciata e le aveva detto: “Mamma sai una cosa? Ti voglio bene”.

Quando la signora me lo riferì piangeva dalla gioia e confesso di aver avuto un moto di commozione anch’io.

“È un miracolo!” – mi disse la mamma.


Il motivo di questo “miracolo”?

Molto semplice. Se tieni in gabbia uno spirito libero si ribella. Se lo lasci libero di volare, tornerà a posarsi sulla tua mano.

Ma per farlo, per prima cosa, devi liberare te stesso dalle tue gabbie.


Per cui se questo è il tipo di risultato che interessa anche a te ottenere,

prenota subito la tua chiamata gratuita di svolta di 30 minuti.


Capirò insieme a te se sono il professionista adatto a te e al tuo specifico problema educativo.

Perché il mio percorso non è per tutti perché non è efficace con tutti.

Infatti, io e il mio percorso non facciamo per te se cerchi una soluzione miracolosa, a basso costo e impegno. Se ti aspetti che io risolva il tuo problema al posto tuo, se credi che dipenda dagli altri (dalla scuola, dal tuo partner, dalla tua educazione, da tuo figlio). Se credi che tanto vale provare anche questo. Perché la vita (e il mio lavoro) è già abbastanza difficile per complicarsela ulteriormente.

Se viceversa sei disposto a fare fatica, se sei convinto a investire su di te, sul tuo modo di essere genitore, sui tuoi figli e sul loro futuro, se cerchi buone domande, se sei curioso, se desideri esplorare nuovi orizzonti, se sei disposto a metterti in gioco in prima persona, a provare, a sperimentare, allora vuol dire che molto probabilmente siamo fatti per poter lavorare bene insieme con efficacia.

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LE GABBIE EDUCATIVE

Gabbia n. 1

I PERICOLI

Gabbia n. 2

A fin di bene

gabbia n. 3

il conflitto

Gabbia n. 4

GLI ERRORI